Sicurezza, verso la banca del dna

Oggi prendo spunto da un articolo pubblicato sul sito di Repubblica a questo indirizzo: Clicca qui per leggere l’articoloI punti chiave del ddl sono: “Prelievo per chi è accusato di delitti non colposi, per cui è consentito l’arresto facoltativo in flagranza, e al quale saranno sottoposti soggetti a cui è applicata in via provvisoria o definitiva una misura detentiva; conservazione del profilo genetico per quaranta anni; accesso ai dati limitato al personale autorizzato.”Sicuramente è un passo in avanti, anzi un primo passo nell’utilizzo della tecnologia per l’identificazione dei criminali. Ma a mio avviso ciò non basta. Fosse per me terrei il DNA di tutti: italiani, stranieri, clandestini, immigrati, gente di passaggio, turisti, diplomatici, tutti insomma. Servirebbe una banca dati (immensa) che registri tutto di tutti: foto, dna, impronte digitali, sangue e qualsiasi dettaglio che permetta di identificare chiunque. Ma una cosa del genere sarebbe abbastanza onerosa per lo Stato, perciò non si potrà mai realizzare. E comunque, anche se entro il giro di 10 anni si potesse istituire una banca dati del genere, sarebbe abbastanza inutile. Purtroppo la giurisprudenza di oggi e soprattutto l’applicazione della legge non è sempre ottima. Inoltre la legge è uguale, ma non per tutti.
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